UN FULMINE SULLA CITTADELLA
Potrebbe essere
lui la Maschera di Ferro? Nicolas Fouquet, visconte di Vaux e marchese
di Belle-Isle che essendo diventato sovrintendente alle finanze del
regno francese sfruttò non poco questo raro privilegio accumulando
una cospicua ricchezza, tanto da oscurare la regalità di cui
era insignito lo stesso re. Venne per questo arrestato il 4 settembre
del 1661 da d’Artagnan su commissione del re Luigi XIV con l’accusa
di complotto contro la sicurezza dello Stato. Fu condotto a Pinerolo
il 16 gennaio del 1665 in mezzo a uno stuolo di moschettieri del re
e fu consegnato al governatore delle carceri Giusto Benigno d’Avergne,
signore di Saint-Mars.
Le istruzioni dettate da Louvois, ministro della guerra del re, prescrivevano
al governatore che Fouquet non poteva avere nessuna forma di contatto
con altre persone e non poteva né ricevere visite, né
uscire dalla sua camera. Dopo i rigidi ordinamenti, il prigioniero fu
custodito al terzo piano della torre d’angolo.
L’uomo che abbiamo
preso in considerazione come possibile Maschera di Ferro è uno
dei pochi ad esser stato condotto a Pinerolo dal capitano dei moschettieri
d’Artagnan, il quale rimase a lungo nella cittadella anche quando, il
23 giugno del 1665 un fulmine cadendo sulla fortezza, fece saltare in
aria la polveriera. La cittadella subì lesioni gravissime e non
meno di quattrocento persone rimasero schiacciate sotto le macerie;
molti militari francesi persero la vita ma d’Artagnan e i tre moschettieri
riuscirono a mettersi in salvo. Saint-Mars, in quell’inferno, ordinò
di cercare immediatamente il corpo del prigioniero Fouquet che non si
trovava.
Mentre tutta la
popolazione contribuiva alla ricerca dei feriti e dei morti; Saint-Mars
e d’Artagnan puntavano la loro attenzione nel luogo dove si situava
la prigione di Fouquet. Si scavò attivamente, giorno e notte,
fino a quando venne ritrovata la porta della prigione. Fouquet, vivo
e scioccato dall’accaduto, aveva riportato ferite alle gambe e contusioni
varie ai reni. Saint-Mars lo condusse fuori e personalmente lo rinchiuse
in un'altra cella. Nonostante le centinaia
di morti e i gravi danni arrecati alla cittadella, Saint–Mars, insieme
alla famiglia, fece preparare un abbondante banchetto in onore della
catastrofe scampata invitando i moschettieri e numerose personalità;
ordinò inoltre al popolo e ai borghi di far festa portando un
po’ di tranquillità e spensieratezza nella cittadella. Saint-Mars,
aveva anche permesso, in gran segreto, di far giungere dalla Francia
la signora Fouquet con i figli per stare alcuni giorni vicino al debole
Fouquet. In seguito nei salotti di Parigi già si parlava di miracolo,
era un segno del cielo che voleva vedere salvo un innocente?